Essendo israeliana di origini egiziane, con una brava ballerina come mia zia, ho inziato da piccolissima, mi sono poi iscritta all’età di 8 anni nella miglior scuola di Tel-aviv e sotto la sapiente guida del maestro israeliano Juky Arking all’età di diciotto anni mi sono diplomata in danze folk del mediterraneo. l’anno di inizio è il 1974. Ho avuto la fortuna di vivere e crescere in un contesto dove la Danza Orientale veniva vissuta come espressione di gioia, dolore e come parte integrale dell’esistenza. Le mie esperienze tra cui anche il condividere la Danza con i beduini mi hanno fatto capire il senso profondo della Danza che va oltre alla vanità e che ti segna in profondità. In Israele ero seguita dalla migliore ballerina di Danza Iemenite, poi entrata a far parte della compagnia di ballo del mio maestro ho iniziato ad esibirmi in teatri. Negli anni ho incontrato brave ballerine Turche e non come Soraya Hilal, nel tempo ho percepito l’aspetto Sacro della Danza che ho approfondito frequentando anche seminari di Danza Indiana che hanno influenzato il mio stile e percependo la matrice che accomuna le Danze Sacre. In Italia mi sono Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara in Pittura e mi sono specializzata in tecniche pittoriche dell’ottocento alla Cecil’s Studio di Firenze. Negli anni ho lavorato per trovare un filo conduttore tra la mia Danza e la mia Pittura approfondendo sempre di piu’attraverso questi linguaggi l’essenza del femminile.
Come precedentemente accennato ho frequentato seminari di Danza Indiana e studiato Danza Iemenite, ho partecipato a spettacoli teatrali con compagnie di ballo fino ad ideare io stessa curando temi, coreografie e musiche spettacoli di Danza Orientale, curando anche le scenografie utilizzando i miei quadri. Ho partecipato a numerose trasmissioni televisive di Canali Mediaset, rai e canale 37. Nel 2005 ho partecipato alla notte Bianca di Roma con la compagnia di Mara Baronte.
“Le Danze Sacre non possono essere vissute come un mezzo di esaltazione del proprio ego come spesso accade, con un futile desiderio di divismo che distrae dal vero scopo di questa scelta che è quello di trasmettere con generosità un percorso profondo che serve a migliorare noi stessi e gli altri.”