Tutto cominciò nell’estate del 1993.
Monastir, Tunisia.
Adeguatami ad un classica vacanza di un gruppo di amici in un classico
villaggio turistico (che non è proprio il mio modo di intendere
il ‘viaggiare’), tra le varie escursioni proposte vi era anche
la cena in un sontuosissimo ristorante di Port El Kantaoui con incluso
spettacolo di artisti locali.
Io, appassionata di danza da sempre e di qualsiasi tipo, che in ogni
luogo mi infilavo nei teatri e per le strade ad ammirare curiosa
questo linguaggio universale, feci opera di convincimento nel gruppo
e… vinsi!!! Cominciarono gli uomini, giovani vecchi bambini: vorticare
di spade e bastoni, geometrie umane formate con sapiente equilibrio, serpenti
assonnati che uscivano sinuosi dal cesto al richiamo di un flauto per ritrovarsi
accecati dai flash ad abbracciare corpi sudati di turisti un po’ preoccupati….
Poi
l’orchestra cominciò a suonare e in mezzo ai tavoli apparve lei,
la danzatrice: una donna non più giovane, con un corpo non conforme
alla nostra idea di ballerina che mostrava, attraverso la velatura di un
abito dorato un po’ ‘arrangiato’, un tatuaggio - intorno all’ombelico -
sbiadito e sformato…
I miei amici si voltarono tutti verso di me, con i loro occhi occidentali
già mi accusavano…
All’improvviso il suo corpo, il suo abito, le sue rughe, i suoi lunghi
capelli con qualche filo argentato, divennero un involucro trasparente
attraverso cui io vidi – luminosa - la DONNA più bella che
avessi mai ammirato…
Danzava la gioia e la dolcezza, la rabbia ed il dolore, l’allegria
e la tristezza, la terra il fuoco l’acqua e l’aria, e non distinguevo più se
erano gli strumenti a danzare od il suo corpo a suonare e mi dimenticai
di mangiare…
E danzava la forza e la magia di tutte le donne che l’avevano preceduta,
di quelle che abitavano l’istante e di quelle che sarebbero venute dopo
di lei…
Ed io sentivo il calore di quella forza dentro me: nella testa nel
cuore nella pancia e all’improvviso capii che era sempre stata lì e
mi apparteneva, solo non avevo ancora imparato ad ascoltarla…
Tra le fanciulle del gruppo, fui l’unica ad uscire da quel ristorante ‘folgorata’!!!
Rientrata a Torino cominciai la ricerca di chi sarà la mia Maestra
per molti anni e tutt’ora Musa, che mi ha guidata nel crescere
e spronata a ‘cercare la mia strada’ sia in qualità di danzatrice
che di insegnante: la dott.ssa Paola Ziliotto Boudress, fondatrice
e direttore artistico de “Il
Tappeto Volante” di Torino; continuo ad arricchire la mia preparazione
partecipando - in Italia ed all’estero - a seminari e lezioni individuali
tenuti da insegnanti di riconosciuta fama internazionale.
Vanto il privilegio di essere stata tra le prime sette persone al
mondo ad aver avuto come istruttore un danzatore della compagnia
El Tannoura de Il Cairo, in occasione di uno stage organizzato dal
Tappeto Volante nel novembre del 2003, esperienza indimenticabile!
Nel novembre del 2004, trovandomi ad Istanbul per uno stage di approfondimento,
vengo invitata ad esibirmi al Sultana, noto locale cittadino.
Nel febbraio 2007 sono scelta dalla regista iraniana Sepid
Nour Kalantari quale figura danzante nel suo ultimo film-documentario “L’angelo
e la cometa”.
Nel settembre 2010 fondo l’associazione “Il Giardino di Agalù” con Agata, Daniela ed Elena, amiche preziose con cui ho condiviso - nel corso degli anni - splendidi momenti danzanti (e non solo)!!!
Altre esperienze nel campo del movimento:
Dopo la ginnastica ritmica praticata in età scolare a livello agonistico,
mi avvicino alla danza in età adulta frequentando per diversi
anni la scuola di danza contemporanea diretta da Carla Perotti presso
il Teatro Nuovo di Torino.
A supporto tecnico, per due anni affianco
tale formazione prendendo lezioni di danza classica da Ileana Iliescu,
splendida ballerina rumena approdata nel nostro paese.
2001
“Un dono prezioso che viene da lontano, un viaggio al femminile attraverso i millenni, il corpo scrigno di una dea.”